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Tra i molteplici modi per fare attività fisica tra i più apprezzati troviamo indubbiamente la corsa. Sono infatti molte le persone che si ritagliano regolarmente del tempo per andare a correre, un’attività benefica sia per il corpo che per la mente. A proposito di questo, sono però poche le persone a sapere che tra le tante modalità (corsa lenta, corsa anaerobica )risulta particolarmente efficace proprio la corsa in discesa, la quale però deve essere praticata nel modo giusto per evitare infortuni.

I benefici della corsa in discesa

Molti podisti sono soliti evitare la corsa in discesa poiché ritenuta priva di stimoli veramente allenanti, quando in realtà è dimostrato che possa portare a notevoli benefici. In particolare, la corsa in discesa porta al rafforzamento dei muscoli delle gambe grazie al lavoro eccentrico, così come a un miglioramento dei tempi d’appoggio del piede che a loro volta portano un notevole beneficio a livello biomeccanico. M non è tutto, poiché la corsa in discesa permette anche di stimolare il sistema nervoso, avere una migliore economia della corsa e sviluppare velocità indubbiamente più elevate. È bene sottolineare anche che, a livello di spesa energetica, la corsa in discesa permette di ridurre il costo energetico, così come tende ad abbassarsi anche la frequenza cardiaca. Si tratta dunque di una corsa notevolmente benefica se alternata alla più classica corsa in piano o addirittura la corsa in salita.

Come praticare la corsa in discesa

Come già accennato, per praticare la corsa in discesa occorre fare molta attenzione per evitare infortuni che potrebbero essere più comuni rispetto alle corse in piano o in salita, questo a causa della necessità di produrre contrazioni muscolari eccentriche per frenare a ogni passo.

Lunghezza e frequenza della falcata

Partiamo con il dire che è importante fare passi corti e frequenti per ridurre l’impatto a ogni appoggio. In particolare si consiglia di sperimentare lunghezza e frequenza dei passi per riuscire a trovare la modalità più adatta a sé stessi. Questo cioè fino a trovare e stabilizzare un passo in grado di minimizzare la tipica sensazione di frenata all’appoggio del piede. In altre parole non esiste una specifica andatura di riferimento ma è importante trovare quella che soggettivamente funziona meglio.

Variazione dell’appoggio del piede

Allo stesso tempo è consigliato variare l’appoggio del piede per non atterrare sempre nella stessa identica posizione evitando un carico eccessivo sempre sullo stesso gruppo muscolare. A questo è bene aggiungere che alcune ricerche hanno evidenziato che l’atterraggio sul tallone sia in grado di affaticare meno rispetto all’appoggio sulla parte anteriore o centrale del piede. Ma anche in questo caso si consiglia comunque di variare e garantire che il carico venga suddiviso tra i diversi gruppi muscolari.

Allenamenti equilibrati

Un ulteriore consiglio in merito alla corsa in discesa è riuscire a trovare il giusto equilibrio. Questo significa che l’allenamento deve avere una durata tale da riuscire a sentire un leggero indolenzimento il giorno successivo; ma allo stesso tempo non deve mai essere troppo lungo da causare dolori che impediscono di correre. Trovare il giusto equilibrio potrebbe richiedere un po’ di tempo, ma è fondamentale per praticare la corsa in discesa in maniera efficiente e senza rischi.
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