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Sapete qual è la cosa più indispensabile per un runner, ancora prima delle scarpe? È l’agenda del runner

L’agenda è un elemento che non dovrebbe mai mancare nella sacca di un appassionato di corsa poiché consente di migliorarsi e di essere consapevole di ciò che si è fatto, ciò che si fa e si dovrà fare. Questa consapevolezza consente, infatti, di avere un punto di partenza dal quale prendere slancio per progredire di volta in volta, ovviamente l’agenda è indispensabile a tutti i runner, sia quelli che iniziano a correre da zero a quelli più evoluti.

Di cosa dobbiamo prendere nota nell’agenda?

La buona regola è prendere nota di ogni allenamento, ovvero: segnare i tempi, calcolare la media, registrare il recupero e soprattutto il numero di Km che si percorrono, quindi anche quelli lenti la corsa lenta, per avere una valutazione complessiva dell’attività fisica.

A cosa serve scrivere sull’agenda?

Tenere nota di questi elementi è utile per definire il range di miglioramento dell’atleta. Nella corsa gli aspetti che bisogna considerare per strutturare il range di miglioramento sono:
– la distanza percorsa,
– la velocità con la quale si percorre quella distanza,
– la pendenza e il recupero.

Questi quattro valori, se miscelati nella giusta maniera, consentono di monitorare l’allenamento e progredire nel tempo.

Entrando nel dettaglio, l’agenda del runner consente di:

  • registrare quotidianamente il peso dell’atleta;
  • registrare ogni allenamento;
  • fare un report alla fine di ogni settimana e alla fine di ogni mese per conoscere nel dettaglio quanti giorni di allenamento sono stati effettuati, quante ore di lavoro, quanti lavori, e quanti Km sono stati corsi.

Un altro aspetto importante è quello di segnare i Personal Best anche in allenamento in fondo all’agenda, magari con un file Excel, dove evidenziare tutte le distanze che corriamo. Impossibile dimenticarsi di segnare nell’agenda del runner i lavori principali che vengono fatti abitualmente.

Si tratta in generale di lavori che vengono ripetuti nel tempo, come per esempio 10 volte i 200 metri in salita, oppure la salita lunga che si effettua ogni 20/30 giorni, o ancora le varie ripetute da 1000 metri. Segnarsi i tempi vuol dire imparare a monitorare il proprio livello di performance e capire come affrontare il lavoro la volta successiva, partendo esattamente dalla media realizzata la volta precedente.
La sera prima di effettuare un determinato lavoro, bisognerà monitorare la miglior media fatta in precedenza in modo da partire da quel livello, proprio perché, essere coscienti di quello che si è fatto in passato aiuterà a spingerci oltre quella soglia già raggiunta.

Per ogni runner, la necessità di avere un’agenda è proprio quella di avere nota dei propri limiti e trovare spunto e consapevolezza per superarli di volta in volta.

Max Monteforte Coach dei Purosangue tiene le sue agenda dal 1985 anche se ha iniziato la sua attività nel 78 e oggi su quelle agende sono segnate oltre 130.000 KM.

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